Il fuoco che apre la stagione

L'inverno nel Sarrabus, come nel resto della Sardegna, ha un momento di svolta preciso: la metà di gennaio, quando nelle piazze dei paesi si accendono i falò per Sant'Antonio Abate. Le celebrazioni si concentrano tradizionalmente attorno al 16 e 17 gennaio, con variazioni locali che possono spostarle di qualche giorno. Le cataste vengono preparate nei giorni precedenti, spesso da gruppi di volontari e confraternite, e la sera il fuoco viene benedetto e acceso davanti a tutto il paese. Attorno si distribuiscono vino, dolci e a volte un pasto comune, e si resta finché la legna dura.

Non è un semplice falò di stagione. La tradizione vuole che si compiano tre giri in senso orario e tre in senso contrario attorno al fuoco, per sciogliere un voto o chiedere una grazia, e il rito ha un significato ben preciso: bruciare l'inverno, allontanare il male e aprire il tempo del carnevale. In molti paesi è proprio quella sera che le maschere tradizionali escono per la prima volta, ballano attorno alle fiamme e poi tornano a farsi vedere nelle settimane successive.

Su fogu, paese per paese

Ogni comune ha la propria versione del rito e il proprio nome per il fuoco. A Villaputzu, per esempio, il falò di gennaio ha una denominazione locale tramandata e viene acceso nel primo fine settimana utile dopo la ricorrenza; a Muravera e negli altri centri del Sarrabus le celebrazioni seguono schemi simili, con il momento religioso al mattino e quello comunitario la sera. Le differenze stanno nei dettagli: il tipo di legna, i dolci preparati per l'occasione, la presenza o meno di gruppi in costume e di suonatori di launeddas.

Il carnevale di fine inverno

Dopo i fuochi arriva il carnevale vero e proprio, che nel Sarrabus si celebra fra febbraio e i primi giorni di marzo a seconda di come cade la Quaresima. La manifestazione più strutturata della zona si tiene a Villaputzu e prevede una giornata centrale, di domenica, con la sfilata dei carri allegorici e dei gruppi mascherati a piedi lungo le vie del paese. È un carnevale di impronta popolare e allegorica, costruito nei mesi precedenti dai gruppi del posto, con satira locale, musica e una partecipazione che coinvolge praticamente tutte le età.

Negli altri paesi del Sarrabus il carnevale si esprime in forme più raccolte: sfilate per bambini, feste nelle scuole e nelle piazze, serate organizzate dalle associazioni. Anche qui il calendario si sposta ogni anno insieme alla data della Pasqua, quindi prima di programmare uno spostamento è indispensabile controllare date e programma sui canali ufficiali del Comune interessato e delle pro loco. In diversi centri le sfilate dedicate ai più piccoli anticipano di qualche giorno quella principale, e sono l'occasione in cui il paese si mobilita di più, con scuole e famiglie coinvolte nella preparazione dei costumi.

Le maschere che tornano d'estate

Le maschere tradizionali sarde, con i volti di legno, le pelli e i campanacci, appartengono per calendario a questa stagione: nascono dai riti invernali e dal passaggio fra la fine dell'anno agricolo e l'inizio del nuovo. Nel Sarrabus, però, si è affermata anche un'occasione estiva per vederle: ad agosto Muravera ospita tradizionalmente una rassegna che riunisce gruppi mascherati provenienti da diversi paesi dell'isola. Per chi viaggia in estate è l'unica possibilità realistica di incontrarle, anche se il contesto è ovviamente diverso da quello invernale, dove le stesse figure hanno un peso rituale che d'agosto si attenua.

Consiglio: Il carnevale segue la data della Pasqua e cambia ogni anno, mentre i falò di gennaio possono slittare al fine settimana più vicino alla ricorrenza: verificate sempre date e programma sui canali ufficiali dei Comuni e delle pro loco.

Cucina e clima della stagione fredda

L'inverno è anche il periodo in cui la cucina locale dà il meglio: minestre, carni, formaggi stagionati e soprattutto i dolci fritti tipici del carnevale sardo, che si preparano nelle case e si trovano nei forni nelle settimane precedenti la Quaresima. Sono gli stessi mesi della raccolta degli agrumi nella piana del Flumendosa, quando gli alberi sono carichi e i mercati dei paesi si riempiono di arance e mandarini appena colti. Comprarli direttamente dai produttori, in questa stagione, costa poco e la differenza rispetto a quelli di supermercato si sente al primo assaggio.

Il clima, per chi viene da fuori, sorprende: le giornate sono spesso limpide e miti, le spiagge sono deserte e le colline del Sarrabus, di solito bruciate dal sole estivo, in inverno sono verdi. Chi soggiorna a Bellavista Holiday House in questa stagione trova una Costa Rei silenziosa, con il giardino utilizzabile nelle giornate di sole e la spiaggia a pochi minuti a piedi, ma deve mettere in conto che diverse attività stagionali della località restano chiuse: le feste, in inverno, si trovano nei paesi dell'interno più che sulla costa.

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