Una festa nata dagli agrumeti

La Sagra degli Agrumi è nata nei primi anni Sessanta per dare visibilità alla produzione agrumaria del Sarrabus, che nella piana irrigata dal Flumendosa trova condizioni particolarmente favorevoli. Arance, mandarini e limoni sono stati per decenni la principale ricchezza agricola di questi paesi, e la festa serviva a farli conoscere fuori dall'isola. Da allora è cresciuta fino a diventare uno degli appuntamenti folkloristici più frequentati dell'isola, ma il legame con la terra è rimasto il suo centro: non è un evento costruito a tavolino per i turisti, è un paese agricolo che mostra il proprio lavoro e la propria memoria.

Si tiene tradizionalmente in primavera, fra la seconda metà di aprile e i giorni immediatamente successivi, distribuita su più fine settimana. Il calendario preciso viene definito ogni anno e può spostarsi anche di parecchi giorni, quindi è indispensabile controllare date e programma sui canali ufficiali del Comune di Muravera e della pro loco prima di organizzare il viaggio. Chi arriva senza informarsi rischia di trovare il paese tranquillo il giorno prima e completamente pieno il giorno dopo. Anche la durata cambia da un'edizione all'altra: a volte le giornate di festa sono concentrate in un unico fine settimana, altre volte si distribuiscono su un arco più ampio, con appuntamenti collaterali che cominciano già nei giorni feriali.

La sfilata: costumi, traccas ed etnotraccas

Il momento più atteso è la grande sfilata, che si svolge di domenica lungo la via principale. Le strade vengono addobbate con tappeti e arazzi colorati appesi ai balconi, e per ore passano gruppi folk arrivati da tutta la Sardegna, ciascuno con il proprio costume: tessuti lavorati a mano, gioielli in filigrana, copricapi e ricami che cambiano da paese a paese e che raccontano storie diverse. Chi guarda con attenzione si accorge che nessun gruppo assomiglia davvero a un altro, e questa varietà è la ragione per cui la sfilata regge anche una durata lunga.

Accanto ai gruppi a piedi ci sono le traccas, i carri agricoli trainati dai buoi, e le etnotraccas, versioni più elaborate che ricostruiscono scene di vita contadina e antichi mestieri: la panificazione, la vendemmia, la raccolta degli agrumi, il lavoro del cesto e della lana. Sono decorati con frutta, fiori, attrezzi e tessuti, e vengono preparati nei mesi precedenti dalle famiglie e dalle associazioni del paese. Guardarli passare lentamente, con i buoi che dettano il ritmo, è una parte della festa che non si può accelerare né semplificare.

Le launeddas e il suono della festa

Il Sarrabus è una delle zone in cui la tradizione delle launeddas è rimasta più viva. Sono uno strumento a tre canne di canna palustre, suonato a fiato continuo, con un timbro ruvido e ipnotico che a orecchie non abituate suona quasi arcaico. Durante la sagra accompagnano i gruppi e soprattutto il ballo tondo, quando i cerchi si formano nelle piazze e si allargano man mano che qualcuno si aggiunge. Vale la pena cercare uno di questi momenti invece di limitarsi a seguire il corteo: è lì che la festa smette di essere spettacolo e torna a essere una cosa che il paese fa per sé.

Cosa si assaggia e cosa si porta a casa

Nei giorni della sagra il centro si riempie di banchi con prodotti del territorio: agrumi ovviamente, ma anche miele, formaggi, salumi, pane, dolci di mandorle e conserve. È l'occasione buona per fare scorta di cose che poi in vacanza si mangiano davvero, invece di comprare souvenir che restano in valigia. Accanto ai banchi alimentari trovano spazio gli artigiani, con cestini intrecciati, coltelli, tessuti e filigrana. I prezzi e la disponibilità variano di anno in anno e di bancarella in bancarella, quindi conviene fare un giro completo prima di decidere.

Chi soggiorna a Bellavista Holiday House ha il vantaggio pratico di una cucina e di un giardino con barbecue: tornare dalla sagra con la spesa fatta e cenare sotto la pergola è probabilmente il modo migliore di chiudere la giornata. Carla e Nazario, che preparano dolci e confetture con prodotti biologici, sono anche le persone giuste a cui chiedere quali banchi valga la pena cercare. Un dettaglio pratico che fa comodo sapere prima: diversi produttori accettano soltanto contanti, quindi è meglio averne un po' con sé invece di contare sul bancomat più vicino, che nei giorni di festa ha spesso la coda.

Consiglio: Il programma completo, con orari e percorso della sfilata, viene pubblicato ogni anno sui canali ufficiali del Comune di Muravera e della pro loco: controllarlo qualche giorno prima evita sorprese su date e viabilità.

Come viverla se si è in vacanza a Costa Rei

Da Costa Rei al centro di Muravera ci sono una dozzina di chilometri, un quarto d'ora scarso di auto in condizioni normali. Nei giorni della sfilata, però, il traffico si concentra tutto sulle stesse strade e i parcheggi vicini al centro si esauriscono presto: conviene arrivare con largo anticipo, lasciare l'auto anche lontano e fare l'ultimo tratto a piedi. Le aree di sosta e le eventuali navette vengono organizzate ogni anno in modo diverso. Nelle ore centrali della domenica, inoltre, diverse strade del centro restano chiuse al traffico, per cui anche il semplice attraversamento del paese richiede più tempo del solito.

Il consiglio più utile resta quello di verificare date, orari e percorso della sfilata sui canali ufficiali del Comune e della pro loco prima di partire, perché il programma viene pubblicato con relativo anticipo ma può subire modifiche. Portarsi cappello e acqua è sensato: ad aprile il sole di mezzogiorno scalda già, e lungo il percorso della sfilata l'ombra è poca. Chi viaggia con bambini piccoli farebbe bene a scegliere un punto di osservazione verso l'inizio del percorso, dove la folla è meno compatta: si vede passare tutto senza doversi spostare e si può uscire in qualsiasi momento senza attraversare il corteo.

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