Dove si trova il parco e come arrivarci
Il complesso forestale dei Sette Fratelli si estende per circa seimila ettari nei territori di Burcei e Sinnai, sulle montagne che chiudono a occidente la pianura del Sarrabus. È una delle foreste meglio conservate della Sardegna dal punto di vista paesaggistico e naturalistico, e allo stesso tempo un'oasi faunistica pensata per proteggere il cervo sardo. Il nome viene dal profilo delle cime che si stagliano sopra la valle, sette punte di granito allineate che si riconoscono da lontano anche guidando lungo la statale.
Da Costa Rei ci si arriva in circa un'ora d'auto seguendo la SS125 verso Cagliari: la strada sale a tornanti dentro la macchia e attraversa un paesaggio che non ha nulla a che vedere con la costa. Il centro servizi lungo la statale è il punto di riferimento naturale per la partenza: da lì si diramano i sentieri segnati e i percorsi per mountain bike, compresi tratti che coincidono con il Sentiero Italia. Conviene fare rifornimento di carburante e acqua prima di salire, perché in quota i servizi sono pochi.
La foresta e il cervo sardo
Il cervo sardo è una sottospecie endemica dell'isola, arrivata a un passo dall'estinzione nel Novecento e oggi tornata a popolazioni stabili grazie proprio ad aree come questa. I Sette Fratelli sono uno dei territori di eccellenza per la specie, e nelle giornate fortunate se ne avvistano piccoli gruppi. Il momento giusto sono le ore fresche, all'alba o poco prima del tramonto, quando gli animali escono allo scoperto per pascolare; nel resto della giornata restano nel folto e sentirli è molto più probabile che vederli.
Accanto ai cervi la foresta ospita rapaci che nidificano sulle pareti rocciose, martore e la lepre sarda. La copertura vegetale è quella tipica del versante granitico dell'isola: boschi di sughere e lecci, oleandri lungo gli impluvi, corbezzoli e mirto negli spazi aperti. In primavera la fioritura della macchia riempie i sentieri di profumo, mentre in autunno i corbezzoli maturi colorano i margini dei percorsi. In piena estate il sottobosco si secca e i colori si spengono, ma la foresta resta uno dei pochi posti freschi della zona.
Maidopis e i sentieri principali
Il giardino botanico di Maidopis è il cuore didattico dell'area: raccoglie le specie della macchia mediterranea e del bosco locale, ha strutture per la visita e un punto di ristoro. Dietro il giardino si trova un recinto di ripopolamento, e proprio lì le probabilità di osservare i cervi nelle ore fresche sono le più alte di tutto il parco. È anche un buon punto di partenza per chi cammina con bambini, perché permette di modulare la lunghezza dell'uscita senza impegnarsi in un anello completo.
Fra i percorsi classici c'è l'itinerario che dal museo dedicato al cervo sardo raggiunge Maidopis, per il quale bisogna mettere in conto circa tre ore e mezza di cammino. Da Maidopis parte invece un secondo tracciato di circa due ore e mezza che sale verso l'altopiano di Acqueddas, dove la vegetazione si dirada e restano rocce modellate dal vento in forme insolite. Chi cerca qualcosa di più impegnativo può orientarsi sugli anelli che toccano i monti Arrubiu e le punte più alte.
I panorami dalle punte
La ricompensa di quasi tutti i percorsi in quota è lo stesso colpo d'occhio: da un lato le creste granitiche che si susseguono verso l'interno, dall'altro la pianura del Sarrabus che scende fino al mare, con la linea della costa e, nelle giornate limpide, i profili delle isole al largo. È un panorama che spiega meglio di qualsiasi mappa la geografia di questo angolo di Sardegna, e che fa capire perché la zona sia rimasta a lungo isolata e poco abitata.
Chi alloggia a Costa Rei può organizzare l'uscita come una giornata a sé: partenza presto per camminare con il fresco, pranzo al sacco in quota e rientro nel primo pomeriggio, in tempo per il mare o per una cena tranquilla in giardino. Bellavista Holiday House ha il parcheggio gratuito davanti casa, quindi caricare lo zaino e partire all'alba non richiede alcuna manovra complicata. Il ritorno lungo la statale, con la luce del tardo pomeriggio sulle creste, è una parte non secondaria della giornata.
Quando andare e cosa portare
I mesi migliori sono la primavera e l'autunno: temperature gestibili, sorgenti e ruscelli ancora attivi, fioriture o colori del sottobosco. In piena estate camminare qui a metà giornata è faticoso e, nei periodi di massimo rischio incendi, l'accesso ad alcune aree può essere limitato per ordinanza. Portate scarpe da trekking con suola scolpita, almeno un litro e mezzo d'acqua a testa, cappello e una traccia GPS scaricata in anticipo, perché la copertura telefonica in valle è discontinua. Prima di partire controllate sui canali ufficiali della gestione forestale eventuali chiusure o restrizioni stagionali.
Soggiorna a Bellavista Holiday House
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