Un fiume, una pianura, un microclima
Il Flumendosa è uno dei fiumi più lunghi della Sardegna e arriva al mare proprio qui, fra Muravera e Villaputzu. Nel suo ultimo tratto ha depositato per millenni limo e sabbia, creando una pianura fertile che contrasta con i rilievi granitici tutto intorno. È questa combinazione, terreno alluvionale, acqua disponibile e inverni miti riparati dai monti, ad aver reso il Sarrabus una zona agricola molto prima che turistica. Chi scende verso il mare attraversando la valle vede il paesaggio cambiare completamente nel giro di pochi chilometri.
Gli agrumeti occupano la parte più bassa e pianeggiante, spesso protetti da filari di alberi frangivento. Salendo verso le colline si incontrano vigne, oliveti e pascoli. È un mosaico agricolo che regge ancora, e che si nota soprattutto nei mesi freddi, quando le strade secondarie si riempiono di mezzi carichi di cassette e i mercati dei paesi cambiano del tutto aspetto. Per chi arriva d'estate questa parte del territorio resta praticamente invisibile, a meno di prendersi mezza giornata e allontanarsi dalla costa.
L'arancia di Muravera
L'arancia di Muravera è il prodotto simbolo della zona ed è riconosciuta fra i prodotti agroalimentari tradizionali della Sardegna. La combinazione di suolo ricco e clima mite dà frutti dolci, succosi e profumati, molto diversi da quelli che si trovano di solito nella grande distribuzione. Accanto alle arance si coltivano mandarini, clementine, limoni e pompelmi, con una stagionalità che copre buona parte dell'inverno e della primavera. Nei mesi di raccolta la vendita diretta nelle aziende agricole resta la strada più semplice per comprarle davvero fresche.
Alla coltura degli agrumi è dedicata la Sagra degli Agrumi di Muravera, che si tiene in primavera ed è una delle manifestazioni più partecipate del sud-est sardo, con la sfilata dei carri addobbati, i cavalieri, i gruppi folk e i costumi tradizionali. Anche lontano dal periodo della sagra, però, gli agrumi restano protagonisti in cucina: nelle marmellate, nei liquori casalinghi, nelle scorze candite e nei dolci. Una spremuta fatta con arance raccolte a pochi chilometri vale il piccolo sforzo di andarle a cercare.
I vini della Sardegna sud-orientale
La Sardegna sud-orientale non ha la notorietà vinicola della Gallura, ma produce vini interessanti e onesti. I vitigni di riferimento sono quelli storici dell'isola: il Cannonau per i rossi, caldo e di buona struttura; il Monica, più snello e immediato; il Vermentino e il Nuragus per i bianchi, freschi e adatti al pesce. Nella zona di Muravera e Villaputzu ci sono cantine familiari e realtà cooperative che vendono direttamente e che spesso accolgono volentieri chi si presenta per un assaggio.
Un consiglio pratico: i bianchi locali danno il meglio molto freschi e giovani, mentre i rossi reggono senza problemi i piatti di carne e i formaggi stagionati. Se si vuole capire qualcosa in più della zona conviene chiedere in enoteca, o direttamente in cantina, quali produttori lavorano nel Sarrabus, invece di affidarsi alle etichette più diffuse. Il territorio rientra in un percorso enologico che collega il Campidano di Cagliari, il Sarrabus e la Trexenta, e permette di costruire un giro di mezza giornata in auto.
Miele, confetture e colazioni
Il miele sardo merita un capitolo a sè: corbezzolo dal caratteristico fondo amaro, asfodelo delicato, eucalipto, millefiori. Nelle campagne del Sarrabus l'apicoltura è diffusa e diversi produttori vendono direttamente in azienda. Accanto al miele ci sono le confetture di agrumi, i sott'oli, le olive in salamoia e le mandorle, che restano una presenza costante nella pasticceria locale. Sono prodotti che si conservano bene e che vale la pena portare a casa: occupano poco spazio in valigia e prolungano la vacanza per qualche settimana.
A Bellavista Holiday House gli host, Carla e Nazario, preparano dolci e confetture con prodotti biologici, che raccontano bene questa cultura domestica delle conserve. La colazione non è inclusa nel soggiorno, ma l'appartamento ha una cucina attrezzata e la macchina del caffè: comprare il pane la mattina presto, apparecchiare sotto la pergola del giardino e fare colazione con calma è probabilmente il modo migliore di iniziare la giornata, prima di scendere verso la spiaggia che dista poche centinaia di metri.
Quando assaggiare cosa
La stagionalità, qui, conta molto. Gli agrumi si raccolgono fra l'autunno e la primavera, con il picco nei mesi invernali; le olive si frangono in autunno; la vendemmia si fa fra la fine dell'estate e i primi giorni d'autunno. Chi viene in luglio e agosto trova quindi frutta estiva, meloni, fichi, pomodori e uva da tavola, ma non le arance appena colte. È una delle ragioni per cui un soggiorno fuori stagione ha un valore gastronomico diverso, oltre che un'atmosfera decisamente più tranquilla.
In qualsiasi periodo, il modo più efficace per mangiare bene resta il più semplice: mercati e piccoli negozi dei paesi al mattino, aziende agricole per gli acquisti diretti, e qualche domanda a chi vende. Nessun elenco di indirizzi regge il confronto con una conversazione al banco, dove si scopre cosa è arrivato quel giorno. Le informazioni sui giorni di mercato e sulle aperture delle cantine cambiano di anno in anno: conviene verificarle sul posto o chiedere agli host prima di mettersi in macchina.
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